Aborto

Roma, maggio 2018: tra le strade romane precisamente in Via Salaria viene affisso il manifesto contro l’aborto firmato CitizenGo, comunità cristiana conservatrice attiva che cerca di dare il proprio contributo alla vita sociale e politica.

Le seguenti parole appaiono agli occhi della gente: “L’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo #StopAborto”

Il 22 maggio 1978, esattamente 40 anni fa, viene messa in vigore la legge 194, la quale disciplina le modalità d’accesso all’aborto, precedentemente considerato reato. Così le donne dopo anni di lotte sociali si trovano libere di scegliere; questa libertà decisionale che ad oggi sembra scontata.

Non è casuale che la campagna avvenga esattamente 40 anni dopo. Secondo CitizenGo la legge opprime le donne, ed è essa stessa una forma di violenza, affermando che ‘’le donne che lo praticano, o meglio che lo subiscono, sono anch’esse “uccise” nella loro intimità psichica.

Queste persone esprimono la loro opinione in modo radicale, dettando ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Dalle parole degli autori del manifesto la legge viene percepita come un’ideologia e perciò discutibile secondo la sensibilità di ciascuno, quando in realtà è semplicemente uno spazio entro il quale i cittadini possono esercitare la propria libertà decisionale. La legge 194 ha quindi il ruolo di garantire alle cittadine una scelta che rimane etica e personale.

Inoltre eliminarlo dal punto di vista legale non garantirebbe la risoluzione del problema, in quanto i diretti interessati ricorrerebbero –come succedeva in passato- a metodi alternativi e poco sicuri.Soprattutto al giorno d’oggi è importante informare tramite vie tecnologiche la società, diffondendo dati sicuri a riguardo anziché tentare di opprimere un diritto in modo primitivo.

Perché se l’aborto è un femminicidio, allora l’abolizione della legge è una condanna alla vita. È doveroso dare delle spiegazioni a riguardo: Perché una donna sceglie di abortire? Nella maggioranza dei casi è impossibilitata e non possiede alcuna garanzia per un futuro figlio.

È certo che l’aborto non sia un scelta che avviene da un giorno all’altro e implica talvolta conseguenze psicologiche, ma è importante per situazioni che altrimenti potrebbero portare ad ulteriori sofferenze.

Scritto da Livia Baja

Istituto Europeo Recupero Anni, Milano

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